Durante i workshop [email protected] ad EDP, concessionari, costruttori e contoterzisti hanno chiamato a raccolta i giovani. Il settore, in continua evoluzione, ha bisogno di loro

Spesso un po’ snobbata, la meccanizzazione agricola è davvero interessante – ve lo dice una ragazza milanese, non certo nata sul trattore, che ne ha scoperto il fascino qualche anno fa – nonché importante per l’economia italiana e ricca di nuove sfide. Dunque, sarebbe un peccato non informarsi sulle opportunità lavorative che offre.

Opportunità ben illustrate nel corso degli eventi [email protected] organizzati da Unacma, FederUnacoma e Cai dall’11 al 15 novembre 2020 ad Eima Digital Preview.
Durante i workshop virtuali aperti a tutti, concessionari, costruttori e contoterzisti – che in passato hanno già coinvolto 10mila studenti nell’iniziativa – hanno presentato ai ragazzi delle classi quarte e quinte degli istituti tecnici e agrari il settore, sottolineandone i plus e descrivendo le professionalità attualmente richieste.

Un mondo con… 3mila possibilità
“L’Italia è il secondo produttore di mezzi agricoli nel mondo (dopo gli Usa e prima della Germania) e il primo in Europa” spiega Gianni Di Nardo, segretario generale di Unacma. “I costruttori realizzano un fatturato di 12 miliardi di euro, che equivale al 12% di quota di mercato nel mondo (valore complessivo globale di 100 miliardi, Fonte Vdma) e – insieme a rivenditori e contoterzisti – contribuiscono al Pil con circa 20 miliardi di euro”.

“Il comparto è in forte cambiamento con lo sviluppo di nuove tecnologie e la diffusione dell’agricoltura di precisione, che permette di gestire al meglio le coltivazioni nei diversi areali italiani” sottolinea Di Nardo. “Per gestire macchine dotate di tanti dispositivi avanzati abbiamo bisogno di tecnici operatori nelle aziende contoterzi e di tecnici meccatronici nelle officine, mentre per individuare le esigenze degli utenti finali servono tecnici commerciali 2.0 con buone capacità di ascolto”.

Considerando che in Italia ci sono oltre 2mila produttori di mezzi agricoli e altrettanti distributori, nonché 3mila aziende di filiera (tra cui le officine) e 8mila imprese contoterzi, i ragazzi interessati potranno scegliere tra diverse professioni.
“Secondo le stime elaborate da Unacma con l’aiuto di costruttori e contoterzisti, il settore offre in totale 3mila posti di lavoro” aggiunge Di Nardo. “Fatichiamo a trovare personale e l’iniziativa [email protected] – concepita da Alberto Cocchi, a cui è intitolato un bando che premia gli studenti meritevoli – punta a far nascere nei giovani diplomati grandi amori per le macchine agricole”. Per entrare nel mondo della meccanizzazione, bastano poche importanti doti: passione, umiltà e determinazione, unite alla disponibilità a viaggiare, alla conoscenza dell’inglese e dell’informatica.

Nuovi contoterzisti, la pratica non basta più
Le operazioni in campo sono spesso gestite da aziende contoterzi, tra cui le associate a Cai che fatturano mediamente mezzo milione di euro all’anno. Il volume d’affari del comparto – che conta 20mila addetti – è di 3.9 miliardi di euro, poco meno del 10% del fatturato complessivo dell’agricoltura italiana, e la superficie lavorata è di circa 8 milioni di ettari, cioè due terzi della Sau nazionale.

“Ogni anno assumiamo circa 1.600 nuove figure sia tradizionali sia orientate alle ultime tecnologie” fa sapere Roberto Guidotti del Cai. “Per fare un buon lavoro con macchine agricole sempre più complesse e digitalizzate, non contano tanto la manualità e l’esperienza come in passato ma piuttosto la conoscenza teorica e la formazione pratica. La qualità dell’intervento dipende per il 50% dal macchinario e per il 50% dall’uomo: nessuno dei due arriva da solo alla sufficienza”.

Con l’aumento della complessità, sono lievitati anche i prezzi dei mezzi. “Macchine che costano dai 200mila fino ai 500mila euro, devono essere guidate non da un semplice driver, ma da un professionista, munito di conoscenze agronomiche e capace di gestire i vari dispositivi” conclude Guidotti. “Questi tecnici istruiti e formati dovranno sostituire i molti operatori che vanno in pensione, meno avvezzi ai sistemi digitali”.

Macchine agricole: le Ferrari in campo
Guccini dice che “…a vent’anni è tutto chi lo sa…”. In effetti, i giovani usciti dalle superiori non sempre conoscono le varie realtà del settore, comprese le oltre trecento aziende associate a FederUnacoma, e non sempre scelgono con piena consapevolezza.

“I ragazzi spesso sognano di lavorare per famosi marchi di auto” specifica Lorenzo Iuliano del servizio tecnico di FederUnacoma. “Tuttavia, tra i produttori di mezzi agricoli ci sono brand altrettanto validi, che hanno come comune denominatore un portfolio prodotto di alta qualità e una quota export importante (70% della produzione esportata in 180 paesi). Ciò permette a chi lavora nel comparto di entrare in contatto con culture aziendali diverse e crescere dal punto di vista professionale”.

A rendere ancora più accattivanti le macchine agricole è l’agricoltura 4.0, che apre le porte ad un lavoro “smart”.
“L’agricoltura 4.0 non è fantascienza, ma una realtà concreta nei paesi con maggiori possibilità d’investimento come pure in Italia dove si sta comprendendo l’importanza dell’uso di nuove tecnologie” chiosa Iuliano. “Per formare analisti di dati, esperti di meccatronica, tecnici specializzati, da quest’anno FederUnacoma propone, insieme a Formart e Ruralset, il corso gratuito Ifts per Digital farming specialist”.
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Fonte: Agronotizie

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